Il motivo conduttore è l’urbanistica, una disciplina che da una parte va costruita con rigore e che dall’altra va messa a confronto con i problemi mondiali dell’urbanesimo e con le problematiche innescate dagli impatti ambientali delle azioni umane. La sensibilità ai cambiamenti climatici ci sollecita a considerare i paesaggi come la parte visibile dell’ambiente, in essi si mostrano sia gli effetti delle grandi trasformazioni, sia la complessità sistemica -e delicata- della Terra: questo è il campo su cui l’urbanistica deve cimentarsi.
Una nota: I testi scritti tra il 2017 e il 2022 sono auto-pubblicati. Per gli editori tradizionali questi testi erano di scarso interesse, non solo perché da pensionato non avevo più studenti, ma anche perché consideravano l’abbondanza di immagini troppo onerosa, mentre per me erano essenziali per trasmettere correttamente il messaggio. Per il primo testo avevo sperimentato StreetLib, ma anche qui le immagini diventavano tecnicamente un impedimento insormontabile.
2017 Luca P. Marescotti (a cura di), Insegnare l’urbanistica come scienza. Conoscenze e tecnologie appropriate per la sostenibilità e la resilienza nell’urbanistica. Scritti di F. Atun, M. P. Boni, A.P Canevari, M. Compagnoni, L. P. Marescotti, M. Mascione, O. Mejri, S. Menoni, P. L. Paolillo, M. Salvemini. StreetLib. ISBN: 9788822890252.
L’autonomia disciplinare non coincide con l’assoluto isolamento: l’urbanistica per necessità è interdisciplinare e transdisciplinare. Solo aprendosi al confronto può essere d’aiuto senza tradire né la conoscenza scientifica, né la responsabilità politica.
2017 Luca P. Marescotti, L’urbanista e il Piccolo Pianeta, self-publishing.
All’inizio sta una domanda semplice ma radicale: qual è il ruolo dell’urbanistica? Un ruolo tecnico di mediazione tra rendita fondiaria e espansione edilizia circoscritto in ambito locale oppure un ruolo politico per equilibrare le spinte e trovare il modo di abitare la Terra senza distruggerla. Si trattava di connettere visioni globali e visioni locali. Il rifiuto del riduzionismo tecnico era lungimiranza, rottura degli schemi e superamento di barriere nell’affrontare i cambiamenti ambientali e le necessità del futuro.
2018 Luca P. Marescotti, Paesaggi tra natura e progetto, self-publishing.
Interpretare i paesaggi significa connettere tre fronti: descrivere e rappresentare la complessità dei paesaggi; rielaborare la storia materiale dei paesaggi; comprendere e trasferire la conoscenza dei paesaggi alle diverse scale nell’urbanistica.
2020 Luca Piero Marescotti, Le ragioni e il fascino dell’urbanistica, self-publishing.
Esplorazioni sul significato dell’urbanistica riformista, tra invenzioni operative ed eredità attraverso un intreccio di ricordi, scambi epistolari, ricerche universitarie e riflessioni teoriche.
2022-2023 Luca P. Marescotti, Città globale e menti collettive. Incontri tra la città fisica e la società liquida, self-publishing.
L’urbanistica è costruzione di relazioni sociali, di crescita della cooperazione e dell’intelligenza collettiva. Per questo bisogna difenderla dal riduzionismo che vorrebbe appiattire la città e il piano in un’unica dimensione: quella dell’economia tecnologica.